UCT 2015 chiude la stagione con un bilancio positivo

L’Unesco Cycling Tour 2015 chiude la stagione con un bilancio positivo e guarda al 2016 con gli stessi obiettivi e un calendario già pronto. Appuntamento al 16 gennaio prossimo per le premiazioni del circuito.


L’Unesco Cycling Tour chiude la stagione 2015 con molti consensi, tante certezze e alcune novità per la stagione prossima.

Archiviato il 2015 in anticipo, a causa dell’annullamento per maltempo della Granfondo Internazionale delle Cinque Terre e della Riviera Spezzina, il comitato organizzatore ha definito la data e il luogo per le premiazioni conclusive della stagione appena conclusasi.

La sede prescelta è Ferrara, sede di una delle Gran Fondo del circuito, la Gran Fondo del Po. L’appuntamento è per il 16 gennaio 2016, nel Comune della Città, alle ore 15.30.

Se per il 2015 le prove erano cinque, al momento il programma 2016 prevede la disputa di quattro prove, per le quali sono già definite le date.

La prima sarà ancora una volta a Ferrara con la Gran Fondo del Po, in programma il 6 marzo 2016, con percorso semplice e pianeggiante. Seconda prova il primo maggio 2016, con la Bra Bra, gara storica sulle colline piemontesi. Terza prova il 26 giugno 2016 con una grande classica del centro Italia, la Straducale di Urbino. Quarta prova sarà la Gran Fondo Damiano Cunego Città di Verona, in programma il 18 settembre, prova che porta il nome del vincitore del Giro 2004, di tre edizioni del Lombardia e di un’Amstel Gold Race.

Simone Zanini, neo-coordinatore dell’Unesco Cycling Tour è pronto ad un grande 2016: “le prove in calendario sono quattro, in virtù del fatto che esce di scena la Gran Fondo Cinque Terre, che non verrà più disputata. Siamo pertanto fermi a quattro prove ma non escludiamo di trovere entro dicembre una quinta gara in sostituzione della gara di Deiva. Stiamo inoltre studiando la formula per realizzareun pacchetto, insomma un abbonamento per coloro che prenderanno parte a tutte le prove. Ribadisco che il principio del circuito è sempre lo stesso, ovvero pedalare, gareggiare e allo stesso tempo visitare luoghi che tutto il mondo ci invidia e che fanno parte e sono protetti dall’Unesco, ente che da il nome al nostro prestigioso circuito.

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